Leggendo affascianti e magici registri conservati nell'Archivio Storico della nostra scuola
LA STORIA DELLA NOSTRA SCUOLA
pazientemente ricostruita con testimonianze orali e scritte
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Una maestra in pensione racconta
(La scuola prima del nostro attuale edificio scolastico)
La signora Dora ricorda che le classi occupavano aulette piccole e poco adatte, con infissi di legno malfunzionanti e spesso senza vetri. Si trovavano lungo la nazionale, in locali lontani e distanti fra loro. Poichè gli alunni erano tanti, si facevano i doppi turni fra mattina e pomeriggio.
C'era una sola maestra per classe e vi erano classi femminili, maschili e qualcuna mista. Gli alunni avevano età diverse perchè erano facili le bocciature e spesso, per punire i bambini discoli si dava loro bacchettate sulle mani. A quei tempi pochi avevano la cartella, che era di cartone duro. I grembiuli erano neri per tutti e la villetta, che oggi è davanti all'entrata principale, allora non c'era.
Poi, nel 1940 è stata costruita la scuola che dipendeva da un'altra più grande, chiamata Rosa Maltoni Mussolini, attuale Carducci. Ma il 10 giugno di quell'anno l'Italia entrò in guerra e l'edificio venne occupato dai militari. Nel 1945 la seconda Guerra Mondiale finì e solo nell'anno scolastico '47-'48 si cominciò finalmente ad utilizzare l'edificio come scuola.
Il primo Direttore si chiamava Francesco Donato, gli uffici erano al primo piano e c'era solo una piccola biblioteca.
Negli anni '50 iniziò la scuola attiva nei locali del pianoterra, nall'ala nuova. La signora Dora ricorda una frase che stava scritta a caratteri enormi sulla parete:
Entrate lietamente oh fanciulli, qui si insegna, non si tormenta, imparerete cose utili per tutta la vita
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Anche nonna Angela ricorda che la scuola si trovava nei pressi del bar Gallo, nella via Nazionale Santa Caterina, ed era composta da grandi stanzoni. Le classi erano formate solo da maschi o solo da femmine, tutti dovevano avere il grembiule: quello dei maschi era blu col fiocco azzurro, quello delle femmine era bianco col fiocco rosa.
La lavagna era composta da due parti: una per l’italiano e l’altra per l’aritmetica; ai suoi piedi c'era una pedana di legno permetteva ai più piccoli di scriverci sopra. La palestra non c’era, ma il sabato le maestre riunivano tutti gli scolari sulla via principale e li facevano cantare e ballare.
Era il 1940 e si cominciava a costruire la nuova e attuale scuola ma la guerra impedì alla nonna di proseguire la scuola elementare.
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RICERCA IN ARCHIVIO
Leggendo la cronaca dei vecchi registri conservati nell'Archivio Storico della scuola :
Registro del 1947-1948__ nei registri di questo periodo si legge che il Provveditorato, l'ufficio che si occupa delle scuole e dei maestri, era ormai anche nella nostra città, a Reggio Calabria.
Le materie di studio sono molto più simili a quelle di oggi ma si pagava ancora la pagella, così come si doveva ancora dare un contributo alla Croce Rossa, alla Dante Alighieri e alla Cassa scolastica. Il libro unico di lettura veniva acquistato ma non tutti potevano spendere 100 £ire perchè le famiglie erano numerose. L'orario scolastico era dalle 8,30 alle 12,00. Le classi erano spesso di 30 alunni.
La Croce Rossa Americana (C.R.A.) inviava in Italia pacchi per gli alunni orfani di guerra e poveri. Dentro c'erano spazzolini, quaderni, cioccolatini, caramelle. . .
Nel mese di Febbraio del '48 , in questa scuola iniziava gratuita la scuola popolare per giovani che avevano oltre i 12 anni ed erano analfabeti. A scuola veniva distribuito il vaccino antitifico, perchè a quel tempo questa malattia era molto diffusa, assieme alle multivitamine che venivano date solo ai bambini più gracili e deboli.
Durante una riunione col Direttore avevano deciso di chiamare questa scuola Lombardo Radice, ma in realtà non si chiamò mai così.
Spesso, durante le belle giornate, le classi si recavano a piedi nelle campagne vicine per osservare dal vivo animali da cortile, piante e insetti. Se oggi volessimo fare anche noi così...dovremmo spostarci con il pulmino per raggiungere la campagna più vicina.
L'anno scolastico 1947-1948 è l'anno in cui le classi si sono trasferite in questi nuovi locali,
costruiti nel '40 e occupati per anni dai militari.
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La maestra Amelia descrisse così questo "evento per il quartiere":
19 Ottobre 1947__Mi accorgo che le alunne godono di frequentare la scuola nel plesso e non più in locali inadatti che, quasi fossero negozi pubblici, furono sempre oggetto della curiosità di piccoli e di adulti. Sono felici che il transito dei veicoli e degli autoveicoli perpetuo, vario, assordante, causa d'infinite distrazioni non giunga più al loro orecchio. Finalmente per questo rione è incominciato un nuovo periodo, in cui l 'educatore può con tutta serenità trascorrere le ore di lezione astraendosi dal mondo esterno per vivere solamente per la scolaresca e con la scolaresca.
Pochi mesi dopo si pensava a dare un nome alla scuola:
31 Maggio 1948__ Ho preso parte al Convegno di Circolo che c'è stato oggi in un'aula del nostro plesso che prende il nome : Lombardo Radice.
In realtà questa decisione non è mai stata ufficializzata, tanto che la scuola prese il nome dal quartiere e dalla parrocchia di Santa Caterina
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Il signor Cotroneo, che ha lavorato in questa scuola come bidello dal '60 al '94, si è fatto strada tra i locali più vecchi della scuola raccontandoci com'era negli anni '60:
al pianoterra, lì dove oggi c'è la direzione e la vicina segreteria, c'erano un'aula ed un piccolo deposito. Le due stanze in fondo, occupate dal personale amministrativo, formavano un'unica aula grande. Al posto del bagno vi era l'archivio. Di fronte, nella attuale sala multimediale, c'era una classe, come pure nell'auletta che oggi è destinata al sostegno e che allora, invece, era occupata da una classe differenziale, chiamata così perchè composta da bambini con difficoltà.
Il corridoio che dà accesso all'altra ala nuova della nostra scuola, non c'era ancora, perchè è stata costruita qualche anno dopo. Gli uffici e la direzione erano al primo piano, nelle stanze che oggi sono aule. L'altoparlante che c'è nella nostra aula serviva al direttore per comunicare con le classi. Ogni classe aveva solo una maestra, i banchi erano biposto, di legno, così come di legno era la pedana sotto la cattedra.
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Anche il signor Romito, segretario dal '68 al '98, ci ha raccontato che negli anni 70 dipendevano dalla nostra scuola altre scuole più piccole, alcune molto lontane, come Archi, Vito inf. e sup., Schindilifà, Podargoni, Limbone e San Brunello, per un totale di 1.400 alunni. Negli uffici che erano al primo piano, c'erano solo il Direttore ed il Segretario, che lavoravano moltissime ore al giorno perchè gli alunni erano tantissimi. La palestra e l'ala nuova risalgono ai primi anni '60.
In tutte le classi c'erano altoparlanti che, nel periodo natalizio, permettevano di accompagnare l'entrata e l'uscita degli alunni con musiche e canzoncine. Ma furono disattivati nel 1980. Nel periodo natalizio era il segretario che addobbava l'entrata e a Pasqua si distribuivano piccoli panettoncini a ciascun alunno.
Nel 1980 iniziò il tempo pieno e quindi la mensa scolastica, che durò per pochi anni. La parte vecchia dell'edificio è stata ristrutturata nel 1978.
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Anche zia Grazia ricorda che c’era una maestra per tutte le materie; la sua classe era composta solo da femmine e il grembiule era bianco col fiocco rosa; sul petto, a destra, si esibiva la coccarda del tricolore con il numero romano della classe di appartenenza. Le classi erano grandi e pulite, fuori c’era un grande cortile all’interno del quale si svolgevano gli esercizi fisici. Sotto la cattedra c’era una pedana in legno che faceva apparire più alta la maestra.
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Mamma Gina è molto giovane e ricorda che la scuola di S. Caterina era composta dagli stessi locali di oggi. L’arredamento delle classi era uguale all’attuale, ma c’era la pedana di legno sotto la cattedra. Le classi erano sempre divise in maschili e femminili e noi bambini avevamo i grembiuli con fiocchetti e coccarde tricolori. Avevamo la maestra unica che insegnava tutte le materie. La direzione era al piano superiore e i lunghi corridoi lucidi dividevano le classi.
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Mamma Patrizia ricorda ancora una scatola di legno che conteneva una bilancia con i pesi. Si studiava con un libro solo e due quaderni, uno a righe ed uno a quadri. La penna era una Bic ma usavano anche matite colorate, righelli, e colori. La cartella si teneva in mano o sulla schiena ed era di materiale resistente.
Si entrava a scuola alle 8.30 e si usciva alle 12.30, appena entrati si recitava la preghiera. La divisa era bianca, col fiocco rosa per le femmine e azzurro per i maschi. I banchi erano biposto e di legno.
Nella sua classe erano tutte femmine e c'era solo un maschio. L'altoparlante, che oggi non funziona più, serviva alla direzione per far sentire le canzoncine di Natale, prima delle vacanze. L'asilo ancora non c'era e per un anno ha occupato i locali della palestra e solo dopo le due aule al pianoterra. Successivamente costruirono l'ala nuova dell'edificio.
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